L’ambigua ironia di “Un matrimonio felice” negli occhi dell’autrice delle immagini che lo raccontano. L’artista bolognese Daniela Comani, infatti, nei giorni scorsi ha visitato la mostra “Visioni necessarie”, allestita alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena fino al 23 agosto, dove, insieme a oltre 60 opere di una trentina di altre autrici italiane, è esposta la sua serie di fotografie che racconta un’ordinaria vita coppia.
Le fotografie compromo un arco di vent’anni tra passeggiate, chiacchiere sulla panchina, attività domestiche, visite a un museo. I due protagonisti spesso si guardano e dai loro sguardi emerge anche una certa complicità e il modo in cui i due protagonisti vengono rappresentati sembra confermare gli stereotipi di genere all’interno di una coppia eterosessuale.
La particolarità, però, è che è la stessa Comani a interpretare entrambe le parti in una messa in scena ironica in cui la stereotipizzazione dei ruoli non è tanto affidata al travestimento quanto alle posture e ai gesti dei due soggetti.
Illustrando le immagini sulle pagine Social di Ago, Daniele De Luigi, curatore della mostra insieme a Chiara Dall’Olio, le definisce giocose, quasi “un commento sui ruoli maschili e femminili”. Ma l’opera ci dice anche “come la fotografia renda il privato oggetto pubblico – aggiunge Dall’Olio - e ci racconta come diverse coppie, come quella di questo matrimonio felice, diventino reali solo nel momento in cui sono fotografati e sentano l’esigenza di porre sé stessi sempre davanti all’obiettivo”. Insomma, una vera e propria riflessione sull’utilizzo del medium fotografico per il racconto di un privato che diviene pubblico e si riconferma nel suo esistere grazie alle immagini.
La serie è composta da otto fotografie e fa parte delle nuove acquisizioni da parte di Ago, complessivamente 24 opere esposte in mostra insieme ad alcune riscoperte: una pluralità di sguardi e sensibilità che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’immaginario contemporaneo. Con stili e linguaggi diversi, queste immagini raccontano di denunce sociali, rappresentano il paesaggio contemporaneo, propongono ritratti, raccontano le metamorfosi dello spazio urbano e si soffermano sulle contraddizioni della vita quotidiana interpretate, come è il caso di Daniela Comani, fuori da ogni stereotipo.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Le autrici delle opere di nuova acquisizione sono, oltre a Comani: Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Carla Cerati, Paola Di Bello, Luisa Lambri e Ottonella Mocellin.