Al Museo della Figurina gli ultimi giorni dell’omaggio a Giuseppe Panini

Al Museo della Figurina gli ultimi giorni dell’omaggio a Giuseppe Panini

published on 31.08.26
Fino a domenica 6 settembre (è la prima del mese e l’ingresso è libero) l’allestimento “Collezionista di Passioni” che ha già quasi raggiunto i 10 mila visitatori

Sono già quasi 10 mila, precisamente 9.880, i visitatori al Museo della Figurina di Modena dell’omaggio a Giuseppe Panini “Collezionista di Passioni” che rimane allestito fino a domenica 6 settembre, la prima del mese e quindi a ingresso libero visto che Fondazione Ago aderisce all’iniziativa nazionale “Domenica al museo”.

Il Museo, a Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103, si può visitare da mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato e domenica a orario continuato dalle 11 alle 19. Dopo il Museo chiude alcuni giorni, fino a venerdì 18 settembre, per l’allestimento della mostra “Pinocchio a rotta di collo. Metamorfosi di un burattino” in occasione del Festivafilosofia sul Caos.

L’omaggio a Giuseppe Panini ha aperto le iniziative dedicate ai vent’anni del Museo nato proprio grazie alla donazione al Comune della sua raccolta personale che ha permesso di ricostruire la storia della figurina dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri. L’allestimento si snoda, con immagini, oggetti e testimonianze video, tra i tanti suoi hobby, autentiche passioni che hanno dato vita a musei e iniziative di successo: dalla fotografia alle fisarmoniche, dall’enigmistica allo sport, fino alle figurine, ovviamente.

Non si può che partire dall’edicola di corso Duomo acquisita da mamma Olga il 6 gennaio 1945, nei mesi finali della guerra, per avviare un’attività che ben presto diventò un modo per riunire tutta la numerosa famiglia (quattro figli e quattro figlie) in un’eccezionale impresa dalla quale nacque nel 1961 l’azienda di figurine. Vicende che nelle prossime settimane saranno il filo conduttore della serie tv “La famiglia Panini - L’avventura delle figurine” in onda su Rai1 e su RaiPlay, con protagonista Serena Rossi nel ruolo di Olga.

Il racconto della mostra prosegue ricordando la passione per l’enigmistica, nata durante la convalescenza dopo un’impegnativa operazione. Giuseppe firmava rebus e cruciverba che ideava con il nome di Paladino, il primo simbolo anche dell’azienda di figurine. Il logo dell’azienda Panini divenne poi nel 1965 l’immagine della celebre rovesciata di Carlo Parola rivisita da Wainer Vaccari: in un video l’artista racconta come nacque.

Tra le numerose passioni collezionistiche di Giuseppe, di cui si diceva avesse “l’hobby degli hobby”, ci sono anche le fotografie storiche di Modena e non solo, le cartoline, le immagini dedicate all’aviazione. E poi lo sport, con la squadra di volley fondata nel 1966, in una città dove la pallavolo è davvero sport di massa. È l’allenatore Julio Velasco che racconta in un video il suo rapporto con il presidente della squadra che guidò a tanti successi negli anni Ottanta.

Dalle collezioni di Giuseppe Panini, che custodiva all’interno di un archivio soprannominato la “Tana del Paladino”, oltre al Museo della Figurina sono nati diversi istituti, come il Fotomuseo e la Biblioteca Enigmistica Italiana (BEI); per merito di una sua donazione è stato ampliato, inoltre, il patrimonio del Museo della Fisarmonica di Castelfidardo.

La testimonianza del figlio Antonio e i vent’anni del Museo della Figurina, caratterizzati da mostre che ne hanno valorizzato il patrimonio e progetti che hanno trasformato la collezione originaria in uno spazio vivo di confronto, sono stati raccontati nei mesi scorsi in una puntata della trasmissione Nautilus dell’emittente Trc, condotta dal direttore Ettore Tazzioli, che è disponibile QUI

 

Nell'immagine, un particolare dell'allestimento dell'omaggio a Giuseppe Panini. Sotto, immagini del Museo della Figurina e dell'omaggio a Giuseppe Panini, una foto di Giuseppe Panini e l'illustrazione che gli ha dedicato Paolo Altan nella mostra "Figurati Modena" che si è conclusa nei giorni scorsi.

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