Un invito a leggere il mondo contemporaneo come una geografia in movimento, nella quale l’arte può offrire strumenti di interpretazione critica e nuove prospettive di lettura. “Geografie della Contemporaneità” è il tema scelto per la ventiduesima Giornata del Contemporaneo di sabato 10 ottobre da Amaci, l’associazione che riunisce i musei di arte contemporanea in Italia, tra i quali anche Fondazione Ago che, oltre all’ingresso gratuito alle mostre per tutta la giornata, propone un’iniziativa nel segno della Romania.
Alle 17, infatti, a Palazzo Santa Margherita, è in programma “Ripensare le tradizioni tra rito, identità e propaganda”, un dialogo di presentazione del progetto “Filia” che, sostenuto da Fondazione Ago e Photo Romania Cluj-Napoca, è stato selezionato nel 2025 tra i 64 progetti premiati dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando “Strategia Fotografia 2025”, promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea.
L’autrice è l’artista Sara Lepore che dialoga con il curatore Daniele De Luigi (Fondazione Ago) e la ricercatrice Chiara Spaggiari (Università di Urbino).
Il progetto fotografico si concentra su tessuti, ricami e abiti tradizionali rumeni, partendo dall’esperienza familiare dell’artista, e sviluppando la riflessione che le tradizioni non sono eredità immutabili, ma rappresentano pratiche culturali costruite nel tempo e possono anche essere “reinventate” per consolidare identità nazionale e ideologia; ma anche per diventare oggetti di consumo, souvenir.
Per tutta la giornata, inoltre, dalle 11 alle 19, sono a ingresso gratuito, il Museo della Figurina e la mostra “Pinocchio a rotta di collo. Le metamorfosi di un burattino” che, oltre a un viaggio nella storia dell’iconografia del personaggio, propone con l’associazione Hamelin le interpretazioni contemporanee di cinque artisti: Roberto Catani, Gianluigi Toccafondo, Marco Corona, Luca Caimmi e Beatrice Pucci. Sempre a Palazzo Santa Margherita si può visitare anche la mostra “Come frammenti nell’assurdo. Sguardi contemporanei sul Museo della Figurina tra caos e nuovi mondi” realizzata con gli allievi dell’Accademia di Brera, mentre alla Palazzina dei Giardini ducali è allestita la mostra di Francesco Jodice “Come and See”.
“Geografie della Contemporaneità” rappresenta una riflessione sul presente come spazio attraversato da trasformazioni continue, nel quale territori, comunità e identità non costituiscono realtà immutabili, ma si definiscono attraverso relazioni, conflitti, scambi e processi di ridefinizione costante.
L’immagine simbolo dell’edizione 2026 è dell’artista Adelita Husni Bey, tratta dalla serie “Working for a World Free of Poverty” (2014 – 2026), un progetto che prende avvio da dati statistici elaborati da organismi internazionali per riflettere criticamente sulle modalità con cui vengono costruite e rappresentate le dinamiche economiche, sociali e geopolitiche del presente.
Nell'immagine, la foto di Adelita Husni Bey per la Ventiduesima Giornata del Contemporaneo, "Working for a World Free of Poverty [World GDP Distribution (World Economic Forum data) - Low Income Regions (left), High Income Regions (right)]", 2014 - 2026.
Sotto, Sara Lepore e alcune immagini del progetto "Filia"