“Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari” con anche opere delle collezioni di Ago

“Feedback. Gli ambienti di Franco Vaccari” con anche opere delle collezioni di Ago

pubblicato il 26.03.26
Al Museion di Bolzano dal 27 marzo al 13 settembre la mostra dedicata all’artista modenese scomparso in dicembre, con studi per installazioni e manifesti con le sue poesie visive

Sono una trentina le opere delle collezioni di Fondazione Ago inserite nella mostra che il Museion di Bolzano dedica da venerdì 27 marzo all’artista modenese Franco Vaccari, scomparso lo scorso dicembre all’età di 89 anni. A cura di Frida Carazzato e Luca Panaro, l’esposizione “Feedback. Gli Ambienti di Franco Vaccari” celebra una delle voci più originali dell’arte concettuale italiana del dopoguerra. La mostra riunisce fotografie, video, libri d’artista e materiali d’archivio, offrendo per la prima volta una visione completa degli “ambienti” di Vaccari, cuore pulsante della sua ricerca artistica, anche attraverso studi per installazioni, come nel caso di alcune delle opere concesse in prestito da Ago.

Tra queste figurano pure i manifesti delle poesie visive realizzati dall’artista negli anni Sessanta (per esempio, “Il repertorio sonoro del grillo di campo”) e diverse fotografie di documentazione dell’iniziativa “Parole sui muri” che si è svolta a Fiumalbo nel 1968.

L’esposizione, aperta fino al 13 settembre, è stata ideata per quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista e rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che per l’artista ha ruolo attivo nella creazione stessa dell’opera.

La mostra al Museion

Diverse le mostre che nel corso degli anni l’artista ha realizzato a Modena, anche alla Palazzina dei Giardini ducali con la Galleria Civica, nel 1987 e nel 2007, al Fotomuseo Panini e, nel 2009, nel complesso dell’ex ospedale Sant’Agostino, con “Bar Code” continuando il percorso avviato alla Biennale di Venezia del 1993 con la riflessione sui codici a barre che si intrecciava con la necessità di partecipazione del pubblico e di convivialità in veri e propri bar allestiti per l’occasione.

 

 

Nell’immagine, un collage di Franco Vaccari del 1985 per uno studio per un’installazione. A lato, Franco Vaccari nel 2009 nell’ambito della mostra “Bar Code” allestita nell’ex Sant’Agostino (foto di Elisabetta Baracchi). A destra, due manifesti di poesie visive degli anni Sessanta e, in basso, uno studio per un’installazione del 1985 (fotografia, tempera e nastro adesivio su carta)

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