Una corsa senza fiato tra le tante rappresentazioni a ritroso nel tempo ripercorrendo oltre un secolo di iconografia di Pinocchio. E accanto le sue interpretazioni contemporanee, tra illustrazione e animazione, da parte di cinque artisti. Sono i temi della mostra allestita dal Museo della Figurina a Modena “Pinocchio a rotta di collo. Metamorfosi di un burattino” che verranno sviluppati in due cicli di visite guidate nelle prossime settimane e per le quali sono già partite le prenotazioni. Le visite sono gratuite, comprese nel costo del biglietto.
Il primo appuntamento a Palazzo Santa Margherita è per sabato 3 ottobre alle 17 con “Un’icona senza tempo: Pinocchio tra passato e futuro”, si prenota QUI
Sabato 17 ottobre è in programma la prima visita animata a misura di famiglia (“Con il naso di Pinocchio”) con attività rivolte anche ai più piccoli, si prenota QUI
La mostra, comunque, offre già anche a loro diversi spunti visto che nella sala è allestito un gigantesco Gioco dell’oca dove la storia di Pinocchio - con mastro Geppetto, il grillo parlante, Lucignolo, la Fata - viene ripercorsa episodio per episodio e chiunque può sfidarsi lanciando i dadi e cercando di evitare le caselle con i gendarmi, il Gatto e la Volpe, la prigione o il Paese dei Balocchi per arrivare al traguardo e trasformarsi, finalmente, da burattino a ragazzo. Le immagini riprodotte sul gioco sono quelle di Attilio Mussino del 1937 per “Pinocchio e le sue avventure”.
Uno dei tanti autori che si può riscoprire nella mostra che rievoca le interpretazioni di Carlo Chiostri, di Luigi e Maria Augusta Cavalieri, di Jacovitti, Sergio Tofano, Walt Disney, Leonardo Mattioli, Rolando Topor, Luciano Bottaro, Emanuele Luzzati, Lorenzo Mattotti e tanti altri.
Poco più in là il romanzo di Pinocchio si può anche sfogliare e rileggere: nell’angolo lettura, infatti, sono disponibili alcune copie del libro, edizioni originali e adattamenti pensati per età e competenze diverse, compresa un’edizione in inglese e una in CAA-Comunicazione Aumentativa e Alternativa per persone con difficoltà di comunicazione.
Dedicata ai piccoli visitatori, inoltre, è la sezione dove il proprio Pinocchio lo si può creare da soli, disegnando e incollando immagini del burattino e dei tanti personaggi del romanzo, ricostruendo gli episodi della storia, anche quelli meno noti, o magari inventandosene di nuovi.
La sezione sulle interpretazioni contemporanee, invece, racconta Pinocchio nella sua dimensione politica (con i disegni dal film di Roberto Catani), in quella fluida (un video di Gianluigi Toccafondo), oppure oscura e tenebrosa (illustrazioni di Marco Corona), teatrale (immagini di Luca Caimmi) o metamorfica (con un’installazione di Beatrice Pucci).
La mostra, inaugurata a 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi in occasione del Festivalfilosofia sul Caos, si può visitare fino al 7 febbraio, è realizzata da Fondazione Ago, con il coordinamento di Francesca Fontana, a cura di associazione Hamelin in collaborazione con Pompeo Vagliani (Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI di Torino, Museo della Scuola e Pop-App Museum).
Nell'immagine, un momento dei laboratori per i più piccoli.
Sotto, la linea del tempo delle diverse interpretazioni di Pinocchio nella storia. A lato, il maxi gioco dell'oca e l'aassessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi che si cimenta nel lancio dei dadi. A destra, la sezione con le interpretazioni contemporanee di Pinocchio