L’intelligenza artificiale che, guidata dall’artista Mishka Henner, crea le fotografie del passato; fenomeni ottici con i quali Alessandro Lupi riesce a dare vita a enigmatiche illusioni; originali illustrazioni della città per un album di figurine dedicato a Modena; lo sguardo al femminile della fotografia del Novecento, con opere di oltre venti artiste, da Letizia Battaglia a Daniela Comani.
Sono i temi delle mostre che caratterizzeranno la prima parte del 2026 di Fondazione Ago, in avvicinamento all’inaugurazione della nuova sede nel complesso dell’ex Ospedale Sant’Agostino, restaurato e riqualificato da Fondazione di Modena. L’apertura ufficiale, prevista per l’autunno, si inserisce in un percorso di accompagnamento curatoriale e progettuale sviluppato insieme allo studio CRA-Carlo Ratti Associati, incaricato da Fondazione Ago di affiancare complessivamente il processo di apertura della nuova sede, che culminerà nella grande mostra inaugurale, anche sulla scia dell’esperienza sviluppata nella direzione della Biennale di Architettura di Venezia.
«Le mostre del 2026 – spiega la Presidente di Fondazione Ago, Donatella Pieri – sviluppano temi che rappresentano in modo emblematico l’identità di Ago, così come si sta progressivamente definendo in accordo con i soci fondatori: Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia e Fondazione di Modena. Sono progetti che intrecciano ricerca, sperimentazione e attenzione al patrimonio, mettendo in dialogo linguaggi contemporanei, memoria storica e nuove forme di narrazione visiva. Stiamo lavorando con lo studio dell’architetto Carlo Ratti in un percorso di accompagnamento che attraversa l’intero processo di apertura della nuova sede e che troverà il suo esito nella mostra inaugurale, concepita come un forte segnale culturale e come occasione per valorizzare alcune tra le opere più rappresentative delle collezioni. La nuova sede permetterà di attivare le collezioni come infrastruttura culturale permanente, non solo espositiva ma anche progettuale, capace di sostenere nel tempo una programmazione integrata e di rafforzare il ruolo del Polo delle arti visive come luogo di produzione culturale, ricerca e confronto sui linguaggi del contemporaneo».
Le nuove mostre
Venerdì 6 marzo a Palazzo Santa Margherita si inaugura la mostra “Seeing is Believing. Vedere per credere” dell’artista belga Mishka Henner che indaga il ruolo della fotografia nel XXI secolo e della percezione che ne abbiamo, anche in rapporto all’Intelligenza artificiale come creatrice di immagini. Nella fotografia, tantomeno oggi, credibile non significa reale ed Henner ricrea immagini di eventi biblici o di icone dei santi, come fossero istantanee d’epoca, che assumono un valore simbolico e rappresentano un punto di partenza per esplorare la contemporaneità.
Da venerdì 20 marzo la seicentesca Palazzina dei Giardini ducali si trasforma in un caleidoscopio di suggestioni con la personale di Alessandro Lupi che sintetizza trent’anni di carriera dell’artista genovese da anni attivo a Berlino. Luci e ombre diventano strumenti per creare forme effimere con installazioni site specific che coinvolgono lo spettatore nel rapporto tra spazio e arte.
Nel ventesimo anniversario, il Museo della Figurina in marzo propone un omaggio a Giuseppe Panini (dalla sua donazione è nato l’istituto unico al mondo) e dal 15 maggio una mostra di illustrazioni della città, in collaborazione con l’associazione cremonese Tapirulan, che diventerà un vero e proprio album di figurine, una raccolta rivolta a cittadini e turisti per guardare con occhi nuovi luoghi, storia, simboli e curiosità di Modena.
“Visioni necessarie” è il titolo della mostra in programma dal 22 maggio alla Palazzina dei Giardini ducali che presenta le opere di otto fotografe italiane recentemente acquisite da Fondazione Ago grazie al bando Pac 2025– Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura che ha selezionato Modena tra i 29 progetti vincitori a livello nazionale. Le artiste sono Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Carla Cerati, Daniela Comani, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Ottonella Mocellin e le loro fotografie dialogheranno con altre immagini di artiste, tutte nate prima del 1970, già presenti nelle collezioni per un totale di circa 60 opere.
Il programma del 2026 si completa con le iniziative per il Festivalfilosofia sul Caos e la mostra del Premio Davide Vignali rivolto agli studenti delle classi quinte delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna: il bando per questa edizione scade il 6 maggio (QUI), mentre fino all’11 gennaio si può ammirare la mostra “Io ti vedo” con i lavori dello scorso anno.
Per il Festivalfilosofia sono previste le mostre del Museo della Figurina e della Summer School che quest’anno vedrà all’opera studenti dell’Accademia di Brera confrontarsi con opere proprio del patrimonio del Museo della Figurina.
Alla Palazzina dei Giardini ducali si inaugura il 18 settembre la mostra di Francesco Jodice “Come and See” che, promossa da Fondazione di Modena, fa sintesi delle mostre realizzate a partire dal 2021 nell’area esterna del cantiere del complesso dell’ex Sant’Agostino.
Nelle immagini: l'opera di Mishka Henner, Jonah and the Fish; l'opera di Alessandro Lupi, Centaurus; una foto di Giuseppe Panini; una fotografia di Letizia Battaglia, Donna che fuma; una fotografia di Daniela Comani, Un matrimonio felice